Cosa c'è davvero dietro a una parete verde
Una composizione vegetale che dura nel tempo dipende da scelte tecniche precise quanto quelle botaniche: il vaso, la struttura di supporto, il substrato e il modo in cui l'acqua raggiunge le radici.
Per le composizioni di grande formato
Il fibrocemento è un materiale composito, leggero rispetto al cemento tradizionale ma resistente all'umidità costante tipica di una parete verde. Lo utilizziamo soprattutto per composizioni di grande formato in uffici, reception e sale d'attesa, dove la superficie da coprire è ampia e il peso complessivo va tenuto sotto controllo.
La finitura può essere lasciata grezza, con la texture naturale del materiale, oppure trattata con una superficie più liscia a seconda dello stile dell'ambiente.
Un materiale che respira
La terracotta è porosa e lascia passare aria e umidità in entrambe le direzioni, un aspetto utile per specie che non tollerano ristagni prolungati. Lavoriamo con piccoli laboratori artigianali che realizzano i vasi a mano, con leggere variazioni di tono e superficie da pezzo a pezzo, cosa che riteniamo parte del valore del materiale più che un difetto.
La usiamo principalmente in ambito residenziale: soggiorni, cucine con luce filtrata, bagni con finestre importanti.
Cosa sostiene una parete verde verticale
Pannelli modulari
Una struttura a moduli permette di intervenire su una singola sezione senza smontare l'intera composizione, utile in caso di sostituzione di una pianta o manutenzione dell'impianto.
Membrana impermeabile
Uno strato tecnico protegge la parete retrostante dall'umidità, elemento importante soprattutto nelle installazioni domestiche a contatto diretto con muri in muratura.
Substrato e drenaggio
Fibra di cocco, argilla espansa e feltro drenante compongono un substrato leggero che trattiene l'umidità necessaria senza appesantire eccessivamente la struttura.
Illuminazione integrativa
Nelle stanze con luce naturale insufficiente valutiamo, quando richiesto, una luce di supporto a spettro adatto, discreta e integrata nella struttura stessa.
Un impianto che non si vede, ma si sente nel risultato
I tubicini di irrigazione a goccia corrono all'interno della struttura, nascosti dietro il substrato e i vasi, collegati a un piccolo programmatore che regola frequenza e durata dell'erogazione. Il sistema può essere collegato alla rete idrica domestica o a un serbatoio dedicato, a seconda delle condizioni dell'ambiente.
Su richiesta è possibile aggiungere un sensore di umidità del substrato, così da adattare il ciclo di irrigazione anche in base alle variazioni stagionali di temperatura in casa o in ufficio.
Materiali pensati anche per spazi di lavoro condivisi
Avete già un'idea del materiale che preferite?
Alcuni ambienti si prestano meglio al fibrocemento, altri alla terracotta. Ne parliamo insieme durante il sopralluogo, tenendo conto anche dello stile degli arredi esistenti.
Nessun impegno: è una prima conversazione conoscitiva.